martedì 6 gennaio 2009

Chuck 32 - Le mutande appese

A Cuneo c'è un paio di mutande appeso a del filo spinato da almeno 14 anni.
Vi spiego dove sono. Avete presente la rotonda che c'è subito percorso il viadotto Soleri? Girate a sinistra e guardate il muro di cinta della caserma. All'altezza della telecamera di sorveglianza potrete notare un anonimo straccetto scuro penzolare dal filo spinato. Credeteci o no, è quello che resta di un paio di slip bianchi gettati non si sa come, non si sa da chi, probabilmente da una finestra della caserma, ben 14 anni fa. Io lo so perchè è da 14 anni che le guardo tutte le volte che passo da lì in macchina. Ne seguo lo sfacelo. Avessi fatto fotografie. Adesso vi farei vedere un filmato accelerato come si costuma oggigiorno. Ma all'epoca non c'erano i telefonini o le macchine digitali. Il filmato esiste solo nella mia mente.
Ero alle superiori la prima volta che ho notato gli slip appesi alla recinzione, dunque 1994-1995 o giù di lì. Erano ancora bianchi e integri. Con gli anni sono diventati sempre più scuri, per lo smog e tutto, ma la forma era sempre riconoscibile. Poi le intemperie, le piogge acide, il sole estivo, hanno avuto la meglio. Ricordo ancora quella volta che ho alzato gli occhi, sarà stato intorno al 2003 ma non sono sicuro, e ho visto gli ex-slip ora strappati in due brandelli distinti. Negli anni successivi uno dei due brandelli è scomparso, portato via dal vento chissà dove. Ne resta solo più uno, nero, zozzo, irriconoscibile.

A me questo paio di mutande ha sempre fatto riflettere un casino. A parte l'ovvio pensare a come cazzo hanno fatto a finire lassù. Mi chiedo che fine ha fatto il tipo che le portava, se pensa ancora a loro, lassù da anni. Se il tempo passato ha avuto effetti così vistosi anche su di lui. Perchè il tempo che passa è bastardo così. E' come se fossimo un po' tutti mutande appese a un filo spinato a Cuneo. Un attimo sei lì, bello bianco (magari con un bollino giallo davanti e una sgommata marrone dietro, ma a parte quello, bianco) e fai il figo e poi ti ritrovi tutto nero di smog, a brandelli, penzolare e nessuno ti caga e chi ti caga non immagina nemmeno lontanamente che eri un paio di slip una volta. A me quegli slip fanno tristezza. Spero non li tolgano mai.

6 commenti:

Chuck ha detto...

Ora uno a caso dei coautori di questo blog potrebbe andare a fare una foto e inserirla in questo post. Uno a caso. Tipo Amnesia, che se no non fa un cazzo.

Biiibaaa ha detto...

ahah ma che roba

Solìs ha detto...

ma figurati se con tutta sta neve ci son ancora

Anonimo ha detto...

mi sono quasi commossa per la triste sorte delle mutande.

Anonimo ha detto...

La stessa cosa, quasi mi è capitata a me, cioè, a Polonghera c'è una curva in cui c'è una costruzione, correva l'anno, boh, facevo i pulcini, cioè giocavo nei pulcini, a Moretta per il primo anno, poi sono passato a Pancalieri poi ho smesso perchè ho sempre fatto schifo, o ho fatto schifo perchè ho smesso?.

Comunque primo anno di pulcini 8 anni, o 9, quindi il anni fa, 1997 direi, si estate 1997, o '96.

Ad allenamento ci portava un coadiuvante allenatore, che era cattivo perchè urlava e diceva le parolacce, ma ogni tanto ci trasmetteva la sua saggezza:
"Occhio! Se svitate il bottone della pancia vi cade il culo!"
(Sempre meglio di un'altro parecchi anni dopo che ci diceva:"Correte come delle bottane!")

Comunque, ad allenamento ci portava lui e sulla strada alla curva di Faule, dove c'è la pizzeria (se non conoscete questi posti compratevi una cartina) c'era una nuova costruzione che veniva su, nuova almeno per me, a detta dell'allenatore era ferma da un pò di tempo, doveva diventare un nuovo negozio di Pampiù (quello che sta a Vigone) diceva la gente.

Io allora li per li ho pensato, magari a fine stagione lo finiscono.

Sono passati 12 anni quindi, ma nulla è ancora la punto di prima, negli anni i miei amici ci sono anche entrati, io no facevo il palo, avevo paura, ed hanno appurato che era un continuo cantiere, cioè dopo tot anni c'erano ancora mattoni, cose, così, e meno male che non c'erano ancora i vetri, senò finivano rotti come sempre.

Sto palazzo alla fin fine, fa pensare al contrario delle mutande, il tempo non passa mai.

Vedrò mai quel palazzo\casa finita?
Abbattuta?

Qual'era il suo vero destino?
Di chi erano i soldi sprecati?
Quanti altri ragazzini nel loro periodo vandali\esploratori faranno un giro lì dentro?
Ci dovrò morire qualcuno prima di metterlo in sicurezza?

Che povera vita ha fatto questo palazzo, mai nato del tutto, sulla curva di Faule, a guardare incidenti.

Lan.

Anonimo ha detto...

Non so l'italiano

Sempre Lan