domenica 2 novembre 2008

Biiibaaa 13

Per completare il trasloco su questo blog è bene che mi presenti anche qui, perchè ci sono lettori e lettrici innocenti che si stanno mettendo nelle nostre mani e hanno il diritto di sapere che noi siamo tutti delle brave persone, almeno io. Ecco la storia completa della mia vita.

Il piccolo davide nasce a cuneo quasi trent’anni fa, mangia tanto, poppa, si caga addosso come tutti quanti, poi comincia a battere le mani e sbrodolarsi fino a che un bel giorno riesce a sollevarsi in piedi e dare il via alla sua esplorazione del mondo. Frequenta le elementari e le medie con ottimi risultati, poi negli anni del liceo si assenta e crea tutta una serie di personaggi immaginari che gli riempiono il tempo durante le ore scolastiche.In quinta, durante un compitino di fisica, decide di fare lo spiritoso e sostituisce le risposte e i calcoli matematici con storielle buffe. L’insegnante, Fabrizia De Bernardi, gli da zero, ma il compitino diventa famoso e viene letto ancora oggi a tutte le quinte. L’originale è conservato in un prezioso cassetto ed è a disposizione per chi lo volesse visionare. L’esame di maturità si caratterizza per il voto esageratamente alto alla prima prova scritta e per l’abissale ignoranza dimostrata durante la prova orale. I calci in culo per venir fuori da quella scuola sono senza fine. Gli anni di università scivolano via veloci e il piccolo davide comincia ad affrontare diverse discipline biologico-scientifiche. E’ di quell’epoca il piccolo manuale “Come arrivare puntuali al treno espresso delle 18 e 15 a Porta Nuova” in cui l’autore utilizza quello che ha imparato negli esami di matematica, statistica e fisica per individuare il tragitto migliore verso la stazione in mezzo ai tanti cagacazzo delle strade torinesi. La laurea si avvicina, il nostro eroe studia le ossa di alcuni monaci medievali e prepara un discorso finale infarcito di spiritosaggini assolutamente fuoriluogo, che viene bocciato dal suo responsabile. “Ma dove cazzo ti credi di stare, sul palco di zelig?” “Ah, mi sembrava di sciogliere la tensione” “Ma quale tensione, tu devi spiegare il lavoro che hai fatto, chiaro???” “Lei ce l’ha con me!” “Ma cosa dici?” “Lei a volte nel corridoio mi spinge, io me ne accorgo, forse vuole che io cada dalle scale e mi faccia male, perché sono più bello di lei” “Ma cosa stai dicendo?” “Cazzone!” “Idiota!” “Palla di lardo!” La laurea viene comunque ottenuta con il massimo dei voti, e il piccolo davide può intraprendere il suo cammino lavorativo. Lavora una mattina da Botto Cornici che gli dice “Ah, credevo avessi 15 anni, no, no, voglio uno giovanissimo che lo pago meno”. Lavora due giorni alla Michelin in mezzo a negroidi e albanesi muscolosi che gli chiedono cosa ci fa lì in mezzo a scaricare camion carichi di copertoni pesantissimi. Poi la fatica lo porta al delirio e viene allontanato e congedato in malo modo. Lavora come volontario per diversi mesi al Cottolengo di Cuneo dove accompagna i disabili a passeggio. Si finge disabile anche lui quando la nerboruta Zizzi ammacca il cofano di un tassista; davide riesce a confondersi nel gruppo dicendo “Embeh mbeh mbeh, aaandiaaamo!”. Un’altra volta risponde ripetutamente di sì a Mariangelina, che non si capisce mai che cazzo dice, ma poi viene fuori che gli ha chiesto di sposarla e lui ha detto sì e le suore non riescono a frenare l’incontenibile gioia di Mariangelina e solo con enorme difficoltà la situazione viene riportata alla norma. Alcuni mesi dopo Zizzi non vuole giocare coi cubetti, davide insiste, Zizzi non vuole e con un raptus velocissimo allunga una mano e gli stringe il cazzo e le palle in una morsa d’acciaio. Davide la picchia in testa selvaggiamente con tutte le sue forze gridando “Maledetta troia bastarda!” e riesce finalmente a farle così male da indurla ad allentare la presa. Abbandona il Cottolengo e non fa più alcun tipo di volontariato. Viene assunto dall’istituto magistrale di cuneo dove insegna chimica e scienze. Sottopone le classi a svariati test di ridarola e cabaret, perde un po’ di tempo, partecipa a diverse cene dove si gonfia in maniera assolutamente indecorosa, ma riesce comunque a portare tutte le ragazze alla promozione. Insegna successivamente a saluzzo e centallo, poi i genitori gli consigliano di fare un concorso per un posto in ospedale. Davide si presenta davanti alla selezione di dottori. “Buongiorno a tutti voi” “Buongiorno a lei. Vediamo di parlare un po’ di questo fattore NCH” “Ma dai?....Ah…NCH?... ma quindi è un esame?” “E certo che è un esame!” “Non avevo mica capito, io credevo si parlasse del più e del meno, come mi vedo cosa penso i miei 5 pregi e difetti quelle balle lì” “No, è un esame” “Io allora non ho studiato” “Cosa facciamo?” “Eh, vado via. Fatemi poi sapere ahahah”. Anche i dottori ridono. Dopo un mese lo chiama il primario, dottor Peano. “Salve, sono qui a comunicarle che gli altri candidati si sono ritirati tutti, lei ha vinto”. Davide viene assunto. Patisce enormemente l’ambiente ospedaliero, non sopporta le banfate dei dottori. Una donna delle pulizie gli dice “Te non sei normale, guarda che gli altri laureati non ci salutano mai”. Non si inserisce, fa amicizia solo con infermieri, tecnici e autisti. Si isola sempre più. Compra un quaderno dove scrive dei brevi racconti in cui quelle troie delle sue colleghe muoiono sempre in maniera truculenta e vergognosissima con tanti pali nel culo. Un giorno le gambe non rispondono più e il piccolo davide si blocca a metà salita davanti all’ospedale. Rimane fermo alcuni minuti poi le gambe cominciano a indietreggiare e lo portano a Monserrato a riflettere sulla sua vita. I colleghi d’ospedale lo chiamano e si incazzano per la sua assenza. Davide dice che non sta bene. Si licenzia. Abbandona gli ambienti banfoni, cambia mestiere, e comincia finalmente a trovare se stesso

7 commenti:

Chuck ha detto...

"...Alcuni mesi dopo Zizzi non vuole giocare coi cubetti, davide insiste, Zizzi non vuole e con un raptus velocissimo allunga una mano e gli stringe il cazzo e le palle in una morsa d’acciaio. Davide la picchia in testa selvaggiamente con tutte le sue forze gridando “Maledetta troia bastarda!...”

Io ti giuro che qui sono morto dal ridere, ah ah ah!

Peg ha detto...

mi sono reso conto solo ora di quanto sia divertente leggere sotto che etichette metti i tuoi articoli

Biiibaaa ha detto...

ahahah sapevo che alla lunga te ne saresti accorto tu ahahah

Anonimo ha detto...

ma ti pare che amanda non se ne fosse accorta?
BiiiBaaa di poca fede!

Peg ha detto...

verba volant,scripta manent


:D

Solìs ha detto...

Ahahah maledetta troia bastarda lo urlo anche sempre io all'estetista mentre mi ceretta.

Anonimo ha detto...

madò ho sempre pensato fossi un genio!ho riso tantissimo XD
ah,sono alanis*angela bla bla bla