giovedì 19 febbraio 2009

Chuck 44 - Le ricette di Chuck 1

Diciamocela tutta: essere italiani all'estero è molto spesso fonte di vergogna.

Praticamente qui funziona tutto. Mezzi pubblici, lavori stradali, segreteria dell'università, burocrazia. E' una roba pazzesca. Ma solo per darvi un'idea: dopo una settimana che avevo casa, il comune mi ha spedito il pacco di benvenuto con una guida della città e alto così di biglietti gratis per cinema, zoo, musei, piscine, e via dicendo. Capite che uno pensa ai CPT e ai campi rom in italia e fa i paragoni. E ringraziate che non parlo tedesco e non posso leggere i giornali, che se no da dire ne avevo chissà quante.

Ma non divaghiamo. Dicevo che essere italiani all'estero è spesso fonte di vergogna.
Tranne che per due cose: il cibo e lo sguardo che hanno le donne, tedesche soprattutto, quando scoprono che sei italiano. Ma in questo post parlerò di cibo.

Una volta una ragazza tedesca a una festa mi ha detto (guardandomi con lo sguardo delle donne tedesche quando guardano un italiano) :"A si voi italiani per il cibo siete proprio su un altro livello". E io mi sono sentito proprio di darle ragione su questo punto. Siamo su un altro livello davvero.

Che qui non si mangia mica male, tutt'altro. Ma la maggior parte di quelli che conoscono se ne sbattono del cibo. Pensate che alcuni non cucinano neppure. E come sopravvivono, mi chiedo? Vanno avanti a panini, cazzatine confezionate, cibi precotti e via dicendo. Ma non scherziamo.

Uno dei grandi piaceri della vita è arrivare a casa la sera e cucinarsi qualcosa, seguendo la creatività e l'impulso del momento, e scoprire che si tratta di una cosa buonissima e che di fisso bisogna cucinarla la prossima volta che si invita una tipa a cena.
Io, a dirla tutta, la stragrande maggioranza dei rapporti sessuali li ho avuti grazie alla mia cucina. Che poi con le tedesche è ancora più facile, mado, che già hanno quello sguardo che sei italiano, aggiungi che mangiano normalmente solo porcherie: cucini loro qualcosa di squisito e figurati se poi non vogliono accoppiarsi. Ma torniamo al cibo.

La ricetta di oggi nasce per sbaglio, ma uno di quegli sbagli che noi italiani facciamo in cucina e che portano alla nascita di piatti clamorosi.

Volevo fare il risotto allo zafferano ma non avevo il vino bianco. Avevo però una mezza bottiglia di vino rosso (Barbera d'Asti, 6,70 CHF alla Coop) e mi son detto ma sì chissenefotte usiamo quello. Il profumo sprigionatosi dal vino rosso sfrigolante mi ha indotto a mandare affanculo lo zafferano e ha versare l'intero contenuto della bottiglia. E' nato così il:

RISOTTO AL BARBERA IN SVIZZERA

Ingredienti

mezza cipolla
burro
mezza bottiglia di Barbera d'Asti
riso
sale
pepe
latte
2 dadi di brodo vegetale

Ricetta

Preparare il brodo portando a ebollizione una quantità imprecisata d'acqua, con due dadi per brodo vegetale buttati dentro.
Nel frattempo in una padella larga abbastanza fondere il burro e farvi rosolare la cipolla tagliata fina fina. Il profumo della cipolla che soffrigge nel burro dovrebbe già farvi sbavare come un cane di Pavlov. Gettiamo il riso nel soffritto e rimestiamo con un cucchiaio di legno comprato all'Ikea. Il riso si deve inzuppare bene e diventare semitrasparente.
A questo punto arriva il clou della ricetta: si versa il vino rosso sul riso e si gode da matti nel sentirlo sfrigolare. Si versa un po' di vino e si rimescola mentre evapora, poi se ne versa di nuovo un po' e così via fino a che tutto il vino è stato versato ed assorbito/evaporato. Il riso è ora diventato rosso violaceo e la nostra salivazione pavloviana è a manetta.
Si comincia ad aggiungere il brodo con un mestolo, poco per volta, mescolando e lasciandolo assorbire bene prima di aggiungerne ancora.
Si butta un pizzico di zucchero per mitigare l'acidità del vino, e si sala abbondantemente.
Si pepa a volontà.
Quando il riso è quasi cotto si smette di aggiungere brodo e si lascia assorbire quello che c'è, si aggiunge un sorso di latte per legare e si mescola bene. Spegnamo il fuoco, mettiamo un po' di burro sul risotto e copriamo la pentola.
Il risotto è pronto.

Se siete soli, ne potete mangiare anche tre piatti guardando il Dr.House in streaming. Se siete in compagnia, beati voi. Mangiate il risotto e poi picchiate come un fabbro.



2 commenti:

Anonimo ha detto...

Cotto e mangiato

Anonimo ha detto...

madò, non mi affettassi le dita appena tento di farmi da mangiare, giuro che proverei la ricetta


Amanda