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venerdì 31 ottobre 2008

Chuck 6 - In cui la volgarità la fa da padrona

Pensate che ho un ufficio cosi' grande che posso usare due scrivanie, una solo per il computer e l'altra per tutto il resto. Infatti non è l'ufficio ad essere grande, è solo che siamo in due in un ufficio da sette posti. Io e Roman, il mio collega.
In pratica il nostro gruppo è diviso tra due uffici: uno, il nostro, quello degli uomini, e l'altro, quello delle donne. In pratica, uno in cui ci si diverte e un altro in cui no.
Va tanto bene cosi', abbiamo un sacco di spazio e non dobbiamo limitare gli argomenti di discussione. Possiamo parlare di cacca-figa-culo-tette in libertà. E possiamo appendere alle pareti delle immagini molto divertenti e di dubbio gusto.

Come questa tavola periodica delle volgarità (clicca per ingrandire):

Da quando questa tavola è appesa al muro, il nostro lessico è migliorato parecchio.

Proprio oggi, mi veniva illustrato cosa fosse un Dirty Sanchez. Inutile dire che quando hai a disposizione un cosi' vasto numero di sinonimi, tutto risulta piu' facile da spiegare e da capire.


mercoledì 29 ottobre 2008

Solìs 2 - Si sta come d'autunno...

Ungaretti diceva: si sta come d’autunno sugli alberi le foglie, ma l’autunno non è solo questo e quindi io aggiungerei: si sta come d’autunno, nei boschi, un cinghialotto.
Causa apertura della stagione di caccia, infatti , ho intuito che sarebbe meglio piantarla lì di andar baldanzosamente per funghi o per tartufi nei boschi col fidanzato. Attività, tra l’altro, da me prediletta in queste tediose domeniche autunnali. Perchè si sa poi che i funghi sono solo il machiavellico pretesto della mia mente malata. Ma il rischio da correre (o di correre) è troppo alto, non vorrei trovarmi a dire: “non spari per favore!!!”

A tal proposito mi sovviene questa barzelletta che fa poi ben ridere:
Gigione ormai stanco di cacciare la solita selvaggina decide di partire per una battuta all'orso portandosi dietro gran parte del suo arsenale. Esce perciò di prima mattina con il suo fido sei colpi in cerca di orsi. Ad un tratto ne intravede uno tra gli alberi, carica il fucile e BANG! Quando il fumo va via l'orso e' sparito. Sente un colpo sulla spalla, si gira e trova l’orso che gli dice: "Bel colpo amico, pero' ora hai due possibilita': o ti mangio o ti metti a 90° e ti fai possedere".
Siccome Gigione non vuole morire, si cala i pantaloni e l'orso lo possiede. Torna barcollante a casa dove prende il fucile a pallettoni e dice: "Prendero' quell'orso!" e si rilancia nel bosco! Vede l'orso ancora, tira su il fucile e spara. Il fumo va via e si sente chiamato ancora alla spalla. L'orso: "Ehi amico! Le stesse due possibilita'...". Ancora la stessa storia...
Gigione striscia a casa, prende il più grosso fucile che trova e si incammina ancora verso la foresta. Vede l'orso e spara. Cadono le foglie e quando il fumo si dirada... niente orso, e come prima un tocco sulla spalla e l'orso: "Dimmi la verità. Tu non sei qui per cacciare, vero?".