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lunedì 23 marzo 2009

Biiibaaa 86

La Svizzera confina a nord con la Germania, poi qua a destra scendendo uno scalino confina con la Francia, e lì dietro quel vaso confina con l’Italia. La sua superficie è di 23 centimetri quadri, e la pizza costa 3 franchi al centimetro quadro. Ci sono momenti in cui la Svizzera è interamente coperta di pizza, ed è così che mantiene la propria neutralità in caso di guerra tra Paesi confinanti.
La gente in Svizzera è cordiale, ma appena superi il confine tedesco provati ad avvicinare una strafiga e chiederle se parla italiano e ti sentirai rispondere con un’incredibile rabbia “NNNNNNòu!”. Dopodichè cercando di fare lo spiritoso e dicendo “Zei tu teteska?” non farai che peggiorare la situazione.
L’italiano in Svizzera viene considerato un simpatico coglioncello, buffo ma non pericoloso, e non viene preso mai sul serio.
In Svizzera è molto bello uscire la sera con Chuck perché conosce tutti i posti economici e fa valere le ragioni dell’Italia afferrando i camerieri per il cravattino fino a che il padrone in persona viene a chiedere “Ci sono problemi?”.
Non sono molto ladri gli Svizzeri, tipo se lasci la macchina in posti malfamati la ritrovi e se metti la giacca in terra e vai via poi la ritrovi, ma se vedi una donna che all’apparenza può sembrarti molto attraente e poi invece nasconde sotto il bavero un evidente pomo d’adamo, quello che non potrai mai più ritrovare sarà la tua verginità rettale.
Lo Svizzero non ha cuore. Allo zoo dopo che hai osservato a lungo un coccodrillo enorme e hai messo la tua faccia a tre centimetri dalle sue zanne, proprio mentre stai decantando la sua forza e sei infinitamente ammirato dalla possanza della sua muscolatura, ecco che lo svizzero ti ficca una bacheca piena di scarpe di coccodrillo, e credimi, non c’è modo peggiore di rivendicare la superiorità umana e uccidere ogni barlume di poesia. I cartelli indicanti le pecore raffigurano l’animale tosato, con la lana appena accenata in ombreggiatura, perché lo svizzero bada al sodo e converte tutto in danaro sonante.

Ma il problema vero, annoso, e gravissimo è che io non vado d’accordo con le scimmie. Da sempre. Non so come mai. Appena mi vedono mi attaccano. Allo zoo di Basilea ho fatto qualche esperimento, avvicinandomi piano, ed ecco che le scimmie si sono subito staccate dai rami e sono venute a ringhiare contro il vetro.
Perfino il gorilla, che è molto pigro e pacifico, vedendomi vicino al vetro mi ha guardato (ha guardato proprio me, in mezzo a tutto il gruppo di visitatori), e poi col dorso della mano ha dato un colpetto al vetro, davanti alla mia faccia. L’ha fatto con noncuranza ma l’ha fatto. Come a dire “Sì sì ti ho visto va, piciu”.

venerdì 31 ottobre 2008

Chuck 6 - In cui la volgarità la fa da padrona

Pensate che ho un ufficio cosi' grande che posso usare due scrivanie, una solo per il computer e l'altra per tutto il resto. Infatti non è l'ufficio ad essere grande, è solo che siamo in due in un ufficio da sette posti. Io e Roman, il mio collega.
In pratica il nostro gruppo è diviso tra due uffici: uno, il nostro, quello degli uomini, e l'altro, quello delle donne. In pratica, uno in cui ci si diverte e un altro in cui no.
Va tanto bene cosi', abbiamo un sacco di spazio e non dobbiamo limitare gli argomenti di discussione. Possiamo parlare di cacca-figa-culo-tette in libertà. E possiamo appendere alle pareti delle immagini molto divertenti e di dubbio gusto.

Come questa tavola periodica delle volgarità (clicca per ingrandire):

Da quando questa tavola è appesa al muro, il nostro lessico è migliorato parecchio.

Proprio oggi, mi veniva illustrato cosa fosse un Dirty Sanchez. Inutile dire che quando hai a disposizione un cosi' vasto numero di sinonimi, tutto risulta piu' facile da spiegare e da capire.