giovedì 25 febbraio 2010

Chuck 110 - Il colmo per un vegetariano

Sono appena andato a farmi tagliare i capelli.
Alla fine del taglio il barbiere mi ha messo un po' di gel, come al solito.

Il gel è profumato, ma questo profuma strano. 

Di pancetta.

martedì 23 febbraio 2010

Chuck 109 - In the butt

Ho trovato un video che fa scassare dal ridere. E come sempre in questi casi, lo faccio vedere a tutti quelli che conosco. Io sono fatto così, mi piace condividere il buonumore.

L'altro giorno ero nell'ufficio dei miei amici a combinare per andare a sciare, quando mi è venuto in mente quel video ed ho pensato che sarebbe stato esilarante guardarlo tutti insieme.

Così faccio ad Ahmad, che era al computer:"Ehi Ahmad, dobbiamo troppo guardare questo video che fa ridere un sacco".
"Si, dimmi come lo trovo" fa lui.
"Vai su Google" gli spiego "E cerca..."

(Ovviamente non mi ricordavo il link, ma, conoscendo il titolo del video, ho pensato a qualche parola chiave che potesse andare)
"...18y old girl in the butt"

Ahahaha. Meno male che aveva il safe search attivato. 

Adesso tutti pensano che io abbia trovato questo video accidentalmente cercando il porno.


lunedì 15 febbraio 2010

Chuck 108 - Uiàr de uooord, uiàr de cildren...


Oggi alla radio ho sentito la nuova versione di "We are the world", fatta per aiutare Haiti.

Una volta, a una recita di fine anno delle scuole elementari, le maestre ce l'avevano fatta cantare.
Era il 1985: al cinema davano "I Goonies" e Chernobyl era ancora là che produceva corrente a tutto spiano. Nessuno sapeva l'inglese. Nemmeno le maestre, probabilmente.
Ma quelle donne sconsiderate si devono essere incaponite sulla canzone.
Mi ricordo che per farcela imparare a memoria, ci avevano fatto scrivere il testo sul quaderno. Ma non in inglese: ce l'avevano dettato proprio così, come si pronunciava.

Uiàr de uooo-ord, uiàr de cildreeen
Uiàr de uans u meich a braider dei
Solestar ghiviiiiin

Mi è sempre sembrata una cosa davvero perversa. E mi ha segnato, ovviamente. 
Ancora oggi infatti, che l'inglese lo parlo tutti i giorni, leggo e scrivo in inglese, guardo solo film e telefilm in inglese, ancora oggi, se ascolto la canzone, io li sento cantare "uiàr de uooo-ord".

Ed al minuto 4:25, si sente chiaramente che Ray Charles grida "Ollemme-he-he!".



mercoledì 10 febbraio 2010

Chuck 107 - Il Dr. Chuck e le donne #6

"Sai, ieri ho visitato il tuo profilo su facebook"

"A si?"

"Si. E' mi sono arrabbiata un sacco..."

"..."

"...perchè c'è scritto che il tuo hobby sono le donne."

"Eh???"

"Si, c'è scritto cosi'. Sul tuo profilo."

"Ma cosa dici? Sei sicura? Non mi ricordo di aver mai scritto una cosa del genere."

"Dimmi: a te non farebbe arrabbiare se io andassi con altri?"

"Ma aspetta un secondo: primo, non c'è scritto da nessuna parte che il mio hobby sono le donne e, secondo, chi ti dice che vado con altre?"

"Perchè ormai è da un po' che usciamo insieme e io non voglio che il mio ragazzo vada con altre!"

"Wow, ma cosa stai dicendo??? Non c'è scritto sul mio profilo che il mio hobby sono le donne, e poi, anche se usciamo, io non sono mica il tuo ragazzo..."

"..."

"Siamo solo amici"

"..."

"E non c'è scritto sul mio profilo di facebook che il mio hobby sono le donne."

"..."

(Ho poi controllato: su facebook, nelle informazioni personali del profilo, c'è la domanda "Interested in" e ci sono due opzioni, "women" e "men". In pratica è per dire se sei etero o omosessuale. Io ho spuntato "women". E cosi' appare scritto:"Interested in women". Ah ah ah. E da quello lei ha tirato fuori che il mio hobby sono le donne!!!)

lunedì 1 febbraio 2010

Chuck 106 - Ho scoperto un mondo

Uno pensa che su internet ci si trovi solo del porno. Ed è vero, naturalmente. Almeno per il 90% della rete.
Poi, un giorno, per chissà quale diavolo di motivo, cazzeggiando nel restante 10% di internet in cui è relegato tutto il resto si imbatte in qualcosa di nuovo e sconvolgente e la sua vita non sarà mai più la stessa,

E' questo il che mi è capitato di recente: ho scoperto il mashup (grazie a Giavasan!).

Quando ho scoperto i Beatles, ho ascoltato solo più Beatles per cinque mesi. Ora che ho scoperto un intero nuovo genere musicale chi lo sa per quanto ne sarò succube.

Un esempio: questo + questo + questo + questo diventa questa figata:

venerdì 22 gennaio 2010

Biiibaaa 135

Non ho più rinnovato l’abbonamento a Ciak mensile di cinema e cultura. Non che mi avesse stufato, però non è che posso mantenere tutti i dipendenti di tutte le redazioni di tutti i giornali. Ho lasciato scadere i termini e tanti saluti.
Poco prima dell’arrivo dell’ultimo numero ho trovato nella buca delle lettere il coupon per il rinnovo con il sollecito promemoria.
Poi ho ricevuto una telefonata sul cellulare.
“Signor Davide non rinnova più?”
“Eh no”
“Ma non le piace la rivista?”
“Molto bella la rivista, però mi sono tolto la voglia”
“Capito. Pazienza, arrivederci”
“Salve stia bene”
“Molto bravo”
“Anche lei”
Tre giorni fa è arrivato l’ultimo numero, con una lettera allegata che diceva “Ma Davide! Scade tutto, qua SCADE TUTTO!”. E poi una comunicazione aggiuntiva in caratteri minuti “Davide! Ti regaliamo 4 numeri!”. Due righe dopo “Davide! Paghi 28 euro anziché 49!”. Infine “Davide! Puoi rinnovare anche con un sms se hai freddo e non vuoi uscire!”.
Ieri mattina sono venuti dove lavoro. Erano in sette, su un pulmino con scritto Ciak sulla fiancata. Abbiamo fatto colazione assieme, gli ho spiegato le mie ragioni, loro mi hanno spiegato le loro e alla fine sono ripartiti tristi ma coscienti del cliente perduto.
La sera mi ha chiamato mia madre.
“Davide ma cosa è successo con quelli di Ciak? Avete litigato? Hanno chiamato oggi, erano distrutti, cosa gli hai fatto?”
“Ma niente, loro fanno così”.
Quelli della tipografia erano seduti sullo scalino di casa mia, con lo zaino e i panini alla mortadella. Li ho fatti salire, mi hanno sfidato alla wii, li ho battuti e se ne sono andati.
Il direttore commerciale l’ho visto ieri al bar, ho dovuto fare a braccio di ferro con lui per fargli capire che non volevo rinnovare. La caporedattrice l’ho sconfitta poco dopo a scacchi. I ragazzi del magazzino a guerra simulata.
Poi stamattina improvvisamente ho mandato un sms e ho rinnovato.
Perché son brava gente. E anche io.

martedì 19 gennaio 2010

Chuck 105 - Wozzamerica toilet

Sono appena stato a New York. Cosa devo dire, l'America è l'America, c'è poco da fare.
Uno cresce guardando tutti quei film americani li' e poi, quando finalmente va a New York, sembra di stare a casa. Le strade, la gente, tutto è in un certo strano modo familiare. Viene voglia di battere un cinque al gangsta appostato all'angolo del marciapiede. Ma non è una bella idea, e infatti me ne sono ben guardato.

Percio' quello che davvero colpisce, quando vai a New York, sono i dettagli, quelli che nei film sono trascurati. Le tazze del cesso, ad esempio.

Come tutti sanno, un uomo piscia da in piedi. O almeno, un uomo single. Perchè ho sentito storie orribili di uomini costretti dalle fidanzate/mogli a orinare da seduti. Brrr. Non voglio pensarci.
Comunque sia, quando uno fa la pipi' da in piedi puo' direzionare il getto. Io, fin dall'infanzia e per tutta la mia carriera di pisciatore, ho sempre cercato di trovare in ogni tazza l'angolino giusto, quello che permette di minimizzare allo stesso tempo sia il rumore sia gli schizzi verso l'alto. Che detto cosi' sembra facile, ma si tratta in realtà di una cosa mica ovvia. Soprattutto perchè il tutto va fatto nell'arco di tempo di una pisciatina, e il flusso è per forza di cose incostante.
La prima cosa che si impara è ovviamente a non pisciare nella pozza. Primo perchè fa rumore, secondo perchè gli schizzi arrivano al soffitto. Lo sanno tutti. Solo un pazzo dirige il getto nella pozza. Andiamo.
Questa è la regola numero uno, poi da li' uno negli anni impara anche a dosare la portata, a calcolare l'inclinazione delle pareti interne, a cercare gli angoli ciechi, ecc...
Ma sull'evitare la pozza, non si discute.

Poi uno va in America e va in bagno, alza il copritazza e con sgomento scopre che li' le toilette sono COMPLETAMENTE ALLAGATE. Non c'è una sorta di imbuto di ceramica con un po' di acqua sul fondo come da noi. Li' hanno una specie di stagno: il livello dell'acqua rasenta quasi il bordo della tazza. Eccheccazzo.

E come si spiega? Ci saranno delle ragioni ingegneristiche o culturali che non afferro. Quello che so è che mentre qui da noi l'effetto bidè (avete capito cosa intendo) quando si molla il bisogno grosso è una cosa sporadica e accidentale, in America è la regola.
E, soprattutto, non si puo' orinare in silenzio. Come si fa a evitare lo scroscio di cascata alpina quando la superficie allagata è cosi' estesa?

Ci è voluto un paio di giorni, ma alla fine ho imparato a direzionare nello stretto intervallo di ceramica asciutta tra il livello del lago e il bordo della tazza, e le mie pisciate sono tornate stealth.

lunedì 28 dicembre 2009

Chuck 104 - Il Dr. Chuck e le donne #5

Ero a una festa e stavo parlando con una ragazza che mi faceva molto sangue, cosi' per usare un eufemismo.

Ero li', agile e tranquillo, che ci provavo senza nemmeno troppa convinzione (era veramente figa), quando lei se ne esce dicendo:"Sai per una ragazza è un bel problema trovare un uomo disponibile per una cosa da una notte". Preso totalmente in contropiede riesco solo ad abbozzare un:"In che senso, scusa?".
Lei spiega:"Si, capisci, tutti poi ti richiamano e ti perseguitano, quando magari tu volevi solo una cosa senza impegno, solo per divertimento".

Capite che a quel punto il mio cervello si era acceso tutto di lucine lampeggianti come un albero di natale, suonavano insistenti sirene d'allarme, e si erano riversati litri di ormoni nel mio flusso sanguigno.
Cerco di non dare a vedere l'emozione, mi asciugo il rivoletto di saliva all'angolo della bocca, e proseguo solidale:"E si, credo di capire cosa intendi, è un bel problema. Ma credo dipenda dall'uomo in questione" butto li' distrattamente "Magari non hai mai incontrato quello giusto".

Poi il discorso cade e continuiamo a chiacchierare d'altro per un po'. Ma intanto ovviamente sul registratore nella mia testa si preme continuamente REV e PLAY, "... un uomo disponibile per una cosa da una notte...un uomo disponibile per una cosa da una notte...un uomo disponibile per una cosa da una notte".

Quando il discorso arriva alla fine, e c'è uno di quei momenti di pausa, decido che è il momento di provarci. Ovviamente con l'eleganza e la classe che mi caratterizza.

"A proposito di quello che dicevi prima..."
"Si?"
"Sai, quella cosa che è difficile trovare un uomo per una cosa da una notte..."
(Sorride, "E' fatta" penso)
"...ma io sarei anche abbastanza aperto all'idea. Insomma, per il dopo serata non avrei programmi. Diciamo che sarei felice di risolvere il tuo problema"
"Ah ah ah, a si?"
"Si, si, anzi, a dire la verità NON MI SPIEGO COME FACCIO AD AVERE ANCORA  ADDOSSO I PANTALONI!" 

mercoledì 23 dicembre 2009

Chuck 103 - Reality based posts

Il problema di scrivere sul blog riguardo cose divertenti che mi sono successe, è che quando non mi succedono cose divertenti non ho nulla di cui scrivere.

O meglio: di cose divertenti me ne sarebbero anche successe, ma sono quel genere di cose divertenti che fan ridere un casino sul momento, ma quando uno poi si prova a raccontarle a chi non c'era non fanno più ridere un cazzo.

Tipo quella della papaia nel reggiseno, quella del cordino verde sotto il naso o quella della vecchia ubriaca. Mica posso raccontarle. Ma fan ridere un sacco, davvero.

sabato 5 dicembre 2009

Chuck 101 - Io ce l'ho profumato

Stamattina mi sono svegliato con un orribile mal di testa da doposbronza. Ho saltato pranzo. Sono uscito a fare delle commissioni.

Siccome ho dimenticato a casa in Italia lo spazzolino, sono andato in farmacia per comprarne un altro, possibilmente uguale.

C'era una giovane e bella farmacista, che mi ha sorriso e mi ha chiesto cosa desidera?
Io le sorrido e le dico che cercavo quel particolare spazzolino. E lei sempre sorridendo dice che ce l'ha e me lo porge. Poi sparisce nel retrobottega.

Ritorna con una scatoletta e mi fa: "Questo glielo do' in omaggio, lo provi".
Sempre sorridendo, eh.

Guardo cosa mi aveva dato e vedo che si tratta di un collutorio specifico per i problemi di alitosi. C'é proprio scritto sulla bottiglietta "Specifico per i problemi di alitosi".

Capite che ora ho il dubbio di aver avuto un alito così orrendo da spingerla al gesto.

In effetti quando sono uscito dalla farmacia, non ricordavo più se fosse stata bionda anche quando sono entrato.

martedì 24 novembre 2009

Chuck 100 - Profondo rosso



I film dell'orrore col passare degli anni smettono di far paura per via della storia o degli effetti speciali, perchè le nuove generazioni sono ormai troppo smaliziate.
Però iniziano a far paura per via del taglio di capelli degli attori.

sabato 14 novembre 2009

Chuck 99 - Il Dr. Chuck e le donne #4

Mi sto vedendo con questa ragazza ucraina che ho conosciuto in discoteca.

Che si sa che quando conosci una in discoteca poi, a ciucca passata, hai le sorprese.

Voglio dire, io ero abbastanza in bolla quella sera al CU-club. C'era la Russian Night. Pieno di russe, ucraine, eccetera. Lei era lì in disparte, sembrava annoiata. Io mi avvicino e le faccio "Allora? Cosa c'è che non va?" e una cosa tira l'altra, e abbiamo ballato e c'è stato un momento in cui ci stavamo per baciare. Sai quando ti guardi e capisci -ok limoniamo- e ti avvicini ma poi all'ultimo lei si tira indietro. Già lì uno dovrebbe capire che c'è qualcosa che non va. Ma andiamo pure avanti. Le chiedo il numero e tutto fila liscio, me lo dà.

Un paio di giorni dopo la chiamo e si combina di uscire, e non è mica andata male. La storia del sushi, della lavastoviglie, ve l'ho già raccontata. Non vi ho detto però come era vestita.
Mado, aveste visto. Non riesco a spiegare. Dico solo che un vestito così se lo compri non sei mica a posto. Senza esser cattivi. Ma ziofa. Comunque, andiamo pure avanti.

La volta dopo mi invita lei a una cena con dei suoi amici, e io all'inizio titubo (che l'ultima volta che ho accettato un invito al buio con sconosciuti è finita malissimo), poi accetto.
Ero lì che l'aspettavo al luogo dell'appuntamento, un po' preoccupato. Pensavo "chissà come si presenta conciata stavolta". Che sarò anche bastardo io, ma avreste dovuto vedere la scorsa volta che vestito!
Ed ecco che arriva. E già da lontano qualcosa sembra strano. Poi si avvicina e capisco.

Ha la PELLICCIA.

Ma devi uscire con un vegetariano e ti metti la PELLICCIA?!?!? Ma cosa c'hai nella testa???

No, seriamente, aveva la PELLICCIA! Ma cosa le vuoi dire a una che si mette la PELLICCIA quando esce con un vegetariano? Che ovviamente la sua testa funziona in un modo diverso dal tuo.

Ho provato delicatamente a farle notare l'incongruenza. Siccome piovigginava le ho detto:"Tra un po' comincerai a puzzare di cane bagnato". Ma lei ha pensato fossi simpatico e non ha colto il messaggio tra le righe.
Ho rincarato "Mia zia ha la pelliccia. Cosa ci fai tu con la pelliccia???". Nulla. "Tiene caldo" fa lei.

Bon, dentro di me ho capito che non potrà mai esserci nulla tra noi. Capite: troppo diversi. Diversi valori, diverse sensibilità. Non si combacia. Punto.

La devo troppo mollare.

...

Prima la ciulo, però.

giovedì 12 novembre 2009

Chuck 98 - Meno male che non ho la tv

Stasera ho provato a vedere un po' di Colorado Café su youtube.

...

Mi sono sentito come il protagonista di Idiocracy, quando va al cinema a vedere "Ass".


giovedì 5 novembre 2009

Chuck 97 - L'unica volta in cui ho assistito ad un miracolo

In questi giorni impazza la polemica sul crocifisso nelle aule. Mi sembra inutile scrivere qui come la penso io al riguardo. Ma questa storia mi ha fatto tornare in mente l'unico evento miracoloso a cui ho assistito nella mia vita.
Ve lo racconto, ma siccome potrei offendere le anime pie (e non sia mai che io voglia offendere le anime pie!), il resto del post è al di là del salto per leggere il resto del post, cliccate sul titolo.